
BEYOND THE SEA è un disco gentile, di grande impatto emotivo e di melodie evocative scritte da Nabil Salameh e da Michele Lobaccaro tra la Puglia e Gerusalemme.
L’album contiene solo brani inediti e rappresenta una nuova fase di quella Babilonia dell’anima dalla quale i RADIODERVISH provengono e alla quale continuamente si riferiscono.
Sonorità raffinate con testi multilingue in arabo, inglese, francese, spagnolo e italiano che raccontano di attraversamenti reali o immaginari già disfatti nella liquidità della vita:amori, partenze, mostri, sirene, guerrieri, città, naufragi, animali parlanti, poeti migranti ed eroi di diverse latitudini che fondono il loro racconto e le loro lingue.
Ad accompagnare i RADIODERVISH (Nabil Salameh alla voce e Michele Lobaccaro al basso), Alessandro Pipino al pianoforte, tastiere e una infinità di strumenti acustici ed elettronici e Saro Cosentino, che ha curato la produzione artistica del disco.
Ospiti di eccezione provenienti da Palestina e Israele, caratterizzano il disco con il loro suono: Solisti dell’Orchestra Araba di Nazareth (Nizar Radwan, oud e violino; Issa Awwad, kanoun; Lubna Salameh, voce), Zohar Fresco alle percussioni.
BEYOND THE SEA restituisce frantumi delle visioni che ossessionano dolcemente coloro che osservano dalla costa il moto infinito del mare e, da quel luogo, immaginano i viaggi che forse non compiranno mai, ma che sono forieri di profonde metamorfosi emozionali ed esistenziali. La gentile insistenza dell’acqua, che spinge ad insinuarsi fin dentro le fessure della realtà, della memoria e del desiderio. La sua sapienza, che persuade a fare esercizio delle virtù del divenire, allenandoci a mutare identità, lasciare la vecchia forma per assumerne una nuova o, più semplicemente, induce a sedere lì dove la terra finisce per assistere allo spettacolo sublime della continua trasformazione.
I numerosi personaggi che popolano le canzoni danno vita ad un affresco composto da alter ego fantastici i quali creano uno scenario universale attraverso il quale è possibile intravedere storie attuali di migrazione con il loro carico di difficoltà e, a tratti, la magia dell’incontro. Il mare conserva la memoria degli antichi dialoghi e dei conflitti che hanno animato chi lo ha attraversato, un prezioso scrigno che i Radiodervish cercano di recuperare con la curiosità avventurosa del navigante. Di tanto in tanto, da questa contemplazione di paesaggi, dalla luce e dall’ombra che giocano senza sosta sul fondo del mare, appaiono fragili creature che per qualche istante conservano una sembianza più solida e sembrano sforzarsi di rivelare la propria storia. Quest’ultima, a sua volta, non sempre riesce a divenire una vera e propria narrazione perché, prima di giungere a consolidarsi nella scrittura, si scioglie lasciando solo delle tracce di sé.
Altri cd in catalogo : Centro del Mundo, Lingua contro lingua