
«Dall’antico dispositivo di potere di borbonica memoria alla volontà di fratellanza, aggregazione, positività». ENZO AVITABILE sintetizza così il disco FESTA FARINA e FORCA, che si pone come interpretazione odierna di una regola del passato: “Esiste una doppia lettura di questi 3 elementi. Quella, pericolosa, che vuole la festa, la farina e la forca quali simboli di paramenti di esteriorità, accumulo di ricchezze e sfruttamento, e di repressione costante di ogni atto rivoluzionario. E quella, che noi inseguiamo adesso, che è proposito di benessere, nel quale la festa è un momento di conoscenza, la farina è il pane culturale quotidiano, e la forca è la consapevolezza e la responsabilità di aver fatto una scelta musicale politica, sociale”
Così al ritmo della pastellessa, del dub, della zeza e dell’electro-etno si racconta la storia di un uomo che scrive, suona e declama sillabe sacre, laiche, contemporanee. Attento ai popoli che abitano il mondo, ai poteri che li schiavizzano, alle icone che sopravvivono.
Da una parte – allora – il passato, chi siamo stati.
Da un’altra – senza mai rinunciare all’identità naturale – il futuro, cosa potremmo essere.
FESTA FARINA e FORCA diventa collage di riti e prospettive, linguaggi secolari e remix. Il nuovo album di Avitabile – due cd in vendita dal 5 settembre nei negozi e nelle edicole a soli 15 euro – contiene canzoni che lamentano dello sfruttamento quotidiano dell’acqua, del sacrificio delle mamme, dei cristi che hanno vissuto e sono finiti in croce e della faccia gialla del martire San Gennaro.
Un requiem annuncia le paure dell’Occidente mentre il Vesuvio compare come amico silenzioso e però pericoloso per quanto conosce e sopporta nella Napoli del 2007.
Nel cd 1, dodici tracce – l’ultima è una avventurosa re-interpretazione della “Soul Makossa” di Manu Dibango – che sono letteratura civile, versi sapienti. Alcuni mutuati dal precedente “Sacro Sud”.
Nel cd 2, otto episodi in sequenza che propongono il trattamento contemporaneo operato dalle migliori mani digitali del terzo millennio: Matthew Herbert, Bill Laswell, Frédéric Galliano, Pole, Aqua Bassino, Temple of Sound, Llorca e Banco De Gaia.
Tutti apostoli di un canto afromediterraneo che trova in Avitabile un simbolo senza agi e onnipotenze.