
“Djekafo che nella lingua del Mali vuol dire “unione e condivisione” segna il ritorno alle tradizioni sonore africane dell’artista. “il risultato del ritorno del mio spirito nella mia terra, il risultato delle mie esperienze, alla ricerca della bellezza della vita” […] musica moderna, partendo dal ventre tribale del continente nero.”
“Un tuffo nell’africa più nera, in una musica che ci porta ai primordi dell’uomo, a un senso del ritmo quasi animale, istintivo […] Tredici canzoni registrate in quattro giorni di fila per non perdere immediatezza e spontaneità. Missione riuscita.”
“Davvero si avvertono, in questi cinquanta minuti variegati e frizzanti, l’eccitazione della registrazione quasi live, lo spirito di amicizia […]Djekafo è specchio di un patrimonio musicale impressionante: ci senti non solo il blues che sarà ma anche lo spiritual, del jazz, qualcosa che somiglia al country, altro che non sarebbe fuori luogo in Irlanda, del minimalismo. Africa madre di tutti e di tutto .”
“Quattro giorni di registrazioni fitte marcate dall’entusiasmo a Bamaco, tredici brani splendidi come risultato finale […] Chi ama il maestoso, dolcissimo fluire delle scale pentatoniche nordafricane può ben comprendere che qui ne troverà un saggio.”
“Un viaggio a ritroso nel cuore della cultura mandinga, un’esplorazione romantica ed appassionata dell’arte dei griot. Baba suona in maniera splendida il liuto ngoni e varie percussioni, e si fa accompagnare da ospiti di prim’ordine alla kora ed in particolare alla voce”
“Djekafo, il nuovo lavoro di Baba Sissoko, dà la precisa impressione di compendiare nella stupefacente semplicità e bellezza delle sue solari armonie gran parte dello scibile musicale, riconducendolo ai suoi gesti più spontanei, alle sue emozioni più profonde, ai suoi significati più veri.”
“Djekafo vuol dire incontro e deve il suo nome alla risposta immediata e capillare di una ventina di musicisti, un ensemble di valore che ha rispolverato una serie incredibile di strumenti tradizionali […] La modulazione delle percussioni riempie tutti gli interstizi possibili e si insinua sapientemente tra i suoni degli altri strumenti conferendo alla musica un’aura luminosa che si diffonde per tutto l’album.”
“13 ballate cantate che scorrono lievi lungo una traiettoria di melanconica gioia, di determinazione intonata con voce e note vellutate […] per un mondo sommerso dalle multinazionali del pop è un piccolo cuneo che incrina il muro del predominio occidentale anche nelle produzioni sonore africane.”
“La felice guida artistica di Baba, rende il prodotto di respiro internazionale, pur mantenendolo intriso delle tipiche sonorità della sua terra. La mancanza di “ammiccamenti” ad arrangiamenti pop, dona all’opera una “sua” precisa musicalità, che ritroviamo in tutto il disco […] davvero un lavoro di pregevole fattura.”
“Djekafo segna un vero e proprio ritorno alle radici, attraverso l’incontro con altri musicisti […] il disco, interamente registrato in Mali, consiste in brani costituiti su pattern circolari tipici della tradizione africana, sui quali si appoggiano melodie serpeggianti, delicati cori femminili, lunghe improvvisazioni strumentali e complesse poliritmie. Una musica dal profondo fascino e dall’andamento quieto e ipnotico:un’esperienza da assaporare con tutta calma.”